Stampanti

Miglior stampante 2026: laser o inkjet, e quanto costa davvero stampare

In sintesi

11/04/2026 12:40 pm GMT

Se stai cercando la stampante che costa meno, conviene cambiare domanda. Una macchina da poche decine di euro e una da alcune centinaia possono arrivare a costare quasi uguale dopo due anni, e quella comprata a poco è la più cara delle due se hai preso l’abitudine di stampare. La differenza non la fa il prezzo sullo scaffale: la fa quanto spendi ogni volta che premi stampa.

C’è una sola domanda che decide davvero, ed è quante pagine stampi al mese. Da lì discendono il tipo di consumo giusto (cartucce, serbatoi ricaricabili o toner), se il prezzo d’acquisto più alto conviene, e quale modello ha senso guardare. Qui sotto trovi il costo per pagina calcolato sulle rese dichiarate dei quattro consumabili che queste macchine usano, il punto in cui un serbatoio si ripaga, e cinque modelli per cinque situazioni reali: pochi fogli ogni tanto, scuola e piccolo ufficio, serbatoio al prezzo più basso, solo testo in quantità, fotografie.

Non è la pagina giusta se cerchi una stampante di produzione o se stampi foto in grande formato per lavoro: sono macchine con altre logiche e altri costi. Non è nemmeno la pagina giusta se il tuo problema è solo conservare le scansioni: per quello conta lo spazio, non l’inchiostro.


Quante pagine al mese: la domanda che decide tutto

Prima di guardare i modelli, conta. Un foglio a settimana sono cinquanta pagine all’anno, poco più di quattro al mese. Chi stampa compiti, dispense e moduli per la scuola arriva facilmente a duecento. Un piccolo ufficio con fatture, contratti e documenti da firmare supera le cinquecento senza accorgersene.

  • Meno di 30 pagine al mese. Conta più il prezzo d’acquisto del costo per pagina: una inkjet a cartucce economiche è la scelta razionale, accettando che l’inchiostro costi caro e che la macchina possa restare ferma per settimane.
  • Da 30 a 100 pagine al mese. È la fascia in cui decide quanto tieni la macchina: il serbatoio si ripaga in circa 20 mesi a 100 pagine al mese, ma in quasi 3 anni a 60. Conviene solo se pensi di usarla a lungo.
  • Da 100 a 300 pagine al mese. Qui il serbatoio ricaricabile comincia a convenire quasi sempre, e la differenza si vede già nel primo anno. Il laser entra in gioco se stampi a blocchi o ti serve velocità.
  • Oltre 300 pagine al mese, quasi tutte in bianco e nero. Qui conta come stampi. Se stampi a blocchi, con settimane di fermo in mezzo, il laser monocromatico è la scelta giusta: costa meno all’acquisto e il toner non si secca. Se stampi tutti i giorni e arriverai a superare circa 5.570 pagine in qualche anno, il serbatoio costa meno del laser nel totale, perché la sua pagina costa un venticinquesimo di quella del toner: è un confronto diverso da quello con le cartucce.

Se stampi soprattutto testo e poche fotografie, il colore è la variabile che puoi togliere per risparmiare davvero. Se invece stampi poche pagine ma ti servono i colori per qualche documento, il ragionamento si ribalta: meglio una macchina semplice e un consumo caro che una macchina costosa usata poco.


Quanto costa davvero una pagina

Il numero che i listini non mettono in evidenza è il costo per pagina: prezzo del consumabile diviso le pagine che dichiara. Le rese dichiarate si riferiscono a pagine di testo con copertura del 5%: una fotografia a colori consuma molto più di un documento, e una pagina tutta nera non è una pagina di testo.

  • Cartuccia HP 305 nero — 120 pagine dichiarate, 10,99 € (letto il 4 novembre 2026): circa 9,2 centesimi a pagina.
  • Toner Brother TN-2510 originale — 1.200 pagine dichiarate, 50,00 € (letto il 4 novembre 2026): circa 4,2 centesimi a pagina.
  • Bottiglia Canon GI-51 nero — 7.700 pagine dichiarate, 13,40 € (letto il 4 novembre 2026): circa 0,17 centesimi a pagina.
  • Bottiglia Epson 102 nero, 127 ml — 7.500 pagine dichiarate in bianco e nero, 11,99 € (letto il 4 novembre 2026): circa 0,16 centesimi a pagina.

L’ordine è netto e vale la pena leggerlo due volte: il serbatoio costa circa 0,16 centesimi a pagina, il laser 4,2 centesimi, la cartuccia 9,2 centesimi. Il toner sta nel mezzo: costa meno della metà di una cartuccia e venticinque volte più di un serbatoio.

Una pagina a colori costa più di una in nero, e vale la pena dirlo con un numero invece che a intuito: una confezione completa di quattro flaconi Epson 102 costa 44,03 € e, secondo Epson, copre fino a 6.000 pagine a colori. Anche attribuendo alla confezione l’intero costo, una pagina a colori resta sotto il centesimo. È il motivo per cui, se stampi colori in quantità, il serbatoio conviene ancora di più di quanto dica il conto in bianco e nero.

Tra la cartuccia e il serbatoio c’è un fattore di quasi 60. Non è un dettaglio tecnico: è la differenza tra una stampante che costa poco e una stampante che costa poco usarla, e spiega perché chi stampa spesso finisce per cambiare macchina invece che cartuccia.

Quando il serbatoio si ripaga

Un serbatoio ricaricabile costa più all’acquisto, quindi la domanda onesta è: dopo quante pagine recupero la differenza? Il conto si fa con i numeri qui sopra e con i prezzi che vedi nelle schede dei modelli, e dà tre risposte diverse.

  • Serbatoio al prezzo più basso (Canon PIXMA G3590 contro la inkjet a cartucce): circa 2.000 pagine, cioè 13 mesi a 150 pagine al mese, ma più di tre anni a 50 pagine al mese.
  • Serbatoio completo (Epson EcoTank ET-4950, che aggiunge alimentatore di documenti e fronte-retro automatico) sempre contro la inkjet a cartucce: circa 3.830 pagine, quindi due anni abbondanti a 150 pagine al mese.
  • Laser monocromatico (Brother DCP-L2620DW): circa 2.430 pagine, perché il risparmio per pagina è più contenuto ma il toner non si secca mai.

Da qui esce la regola che vale più di qualsiasi classifica: sotto le cinquanta pagine al mese il serbatoio raramente si ripaga; fra cinquanta e cento dipende da quanti anni tieni la macchina; sopra le duecento è la scelta più economica per pagina. Il laser non è il più economico per pagina: è la scelta di chi stampa a blocchi, vuole velocità sul testo e non vuole trovare le testine secche dopo un mese di fermo.


Ingombro, rumorosità e dove metterla

Prima di scegliere il modello, guarda il mobile su cui pensi di appoggiarla. Queste sono le misure dichiarate dai produttori a vassoi chiusi, cioè lo spazio che la macchina occupa quando non stampa:

  • HP DeskJet 2920 — 42,5 × 30,4 × 15,4 cm, 4,8 kg. Con il vassoio di uscita aperto la profondità arriva a 54,7 cm.
  • Epson EcoTank ET-4950 — 37,5 × 34,7 × 24 cm, 7,3 kg: la più stretta in larghezza e la più alta.
  • Canon PIXMA G3590 — 41,6 × 36,3 × 17,7 cm, 6,5 kg; con i vassoi aperti la profondità sale a 55,5 cm.
  • Brother DCP-L2620DW — 41 × 39,9 × 27,2 cm, circa 10 kg: la più profonda e la più pesante.
  • Canon PIXMA G650 — 44,5 × 34 × 16,7 cm, 6,6 kg; aperta arriva a 55,5 cm di profondità.

Il numero da guardare è la profondità con i vassoi aperti, non quella della scheda: per tre dei cinque modelli il produttore dichiara anche quella, e in tutti e tre supera i 54 cm. Se il ripiano è profondo 40 cm la stampante ci sta, ma il foglio in uscita no. Il peso dice il resto: sopra i 7 kg serve un piano che regga, e la laser, con i suoi dieci chili, è quella da non mettere su un ripiano sospeso.

Sulla rumorosità i numeri disponibili sono tre e dicono una cosa sola: 49 dB per la laser Brother, 49 dB(A) per la Canon PIXMA G3590, 50,5 dB(A) per la fotografica G650. Sono praticamente lo stesso valore, quindi il decibel non ti aiuta a scegliere: nessuna di queste macchine è silenziosa, e la differenza che senti in casa è di che tipo è il rumore. Il laser stampa a raffiche e poi tace; le inkjet sono più uniformi mentre lavorano, ma possono sorprenderti con un ciclo di pulizia che parte da sola. Se la stampante starà in camera da letto o in soggiorno mentre guardi un film, decidi su questo, non sulla scheda: la Epson e la HP non dichiarano un valore confrontabile, il che di per sé dice quanto poco quel numero significhi.

Un’ultima scelta che qualcuno cerca e che qui non trovi consigliata: la laser solo stampa, per chi non scannerizza mai. Esiste, costa meno da costruire e occupa meno spazio, ma al momento costa più della multifunzione Brother che trovi qui sotto, che stampa le stesse pagine e in più scansiona. Se la trovi a meno, la logica del laser non cambia: risparmi spazio e non paghi uno scanner che non usi.

Tre modi di consumare inchiostro, tre svantaggi diversi

Cartucce

La macchina costa poco e l’inchiostro tanto. Il serbatoio della cartuccia è piccolo, quindi la sostituisci spesso, e se la stampante resta ferma per settimane l’inchiostro può seccarsi e costringerti a cicli di pulizia che consumano proprio quello che vorresti risparmiare. È il compromesso giusto solo se stampi davvero poco.

Serbatoi ricaricabili

La macchina costa molto di più e l’inchiostro quasi nulla: una bottiglia da 127 ml copre migliaia di pagine. Il rovescio della medaglia è che stai pagando in anticipo un risparmio che vedrai nel tempo, che il rabbocco è un’operazione da fare con calma per non macchiare, e che anche questi inchiostri soffrono le pause molto lunghe. Se cambi stampante prima di aver stampato qualche migliaio di pagine, il serbatoio è stato un costo, non un risparmio.

Toner

Costa per pagina meno di una cartuccia ma molto più di un serbatoio, e ha un vantaggio che nessun inchiostro liquido ha: non si secca. Puoi lasciare un laser fermo due mesi e alla prima stampa parte. In cambio stampa solo in nero, non è adatto alle fotografie, e un laser a colori costa e consuma su un altro pianeta rispetto a questo.


L’abbonamento all’inchiostro: comodo, ma leggilo

Molte inkjet economiche arrivano con alcuni mesi di abbonamento all’inchiostro incluso: la macchina ti spedisce le cartucce e tu paghi un canone che dipende dalle pagine stampate. Per chi stampa con regolarità è comodo, perché il costo diventa prevedibile e non finisci mai a secco nel momento sbagliato.

Due cose vanno lette prima di contarci. La prima è che il canone si basa su fasce di pagine: se sfori, il prezzo per pagina sale. La seconda è che le condizioni, i prezzi e le soglie possono cambiare, e cambiano: quello che leggi oggi sull’offerta è l’unica cosa su cui puoi ragionare, e va riletto al momento dell’acquisto. Un abbonamento conviene a chi stampa con continuità tutto l’anno; a chi stampa a blocchi, o solo da settembre a giugno, conviene quasi sempre un consumo normale.


I cinque modelli

Cinque situazioni, cinque macchine. Nessuna è la migliore in assoluto: ognuna è la scelta giusta per il caso che descrive, e la scheda dice anche quando un’altra vince.

HP DeskJet 2920 — per chi stampa poche pagine

È la stampante da comprare quando il numero di pagine al mese è a una cifra o poco più: stampa, scansiona e copia, ha il Wi-Fi, si comanda dall’app e arriva con tre mesi di abbonamento Instant Ink inclusi. Il fronte-retro è manuale: il foglio va rigirato a mano, il che per un documento ogni tanto non è un problema e per trenta contratti è una seccatura.

Il limite è quello che hai letto sopra: la cartuccia HP 305 dichiara 120 pagine, quindi ogni pagina di testo ti costa circa nove centesimi. Va bene finché stampi poco; smette di avere senso nel momento in cui inizi a stampare con continuità, ed è lì che conviene passare a un serbatoio.

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11/04/2026 12:40 pm GMT

Epson EcoTank ET-4950 — per la scuola e il piccolo ufficio

Questa è la macchina per chi stampa, scansiona e archivia davvero: stampa, copia, scansiona e manda fax, ha il fronte-retro automatico e l’alimentatore di documenti (ADF), quindi un contratto di dieci pagine si digitalizza senza girarlo a mano. Ha Wi-Fi ed Ethernet, uno schermo touch da 6 cm e in confezione arriva inchiostro che Epson dichiara sufficiente per un periodo fino a tre anni.

Il costo d’acquisto è il suo vero difetto, ed è il motivo per cui non ha senso per chi stampa quattro fogli al mese: staresti pagando in anticipo un risparmio che non arriverai a usare. Il punto di pareggio calcolato sopra è di circa quattromila pagine. Se scansionare più fogli alla volta non ti serve, la sorella più economica qui sotto fa lo stesso lavoro sulla stampa.

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Canon PIXMA G3590 — il serbatoio più economico per i documenti

Fa le tre cose essenziali (stampa, scansiona, copia), ha i serbatoi ricaricabili e il fronte-retro automatico, ed è la via più economica per uscire dal mondo delle cartucce: la bottiglia GI-51 dichiara 7.700 pagine, quindi il costo per pagina scende a una frazione di centesimo.

Non ha l’alimentatore di documenti: per scansionare un fascicolo devi appoggiare un foglio alla volta sul vetro. È l’unica differenza che conta rispetto alla Epson, e per molti vale la differenza di prezzo; per chi digitalizza spesso, no.

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Brother DCP-L2620DW — per chi stampa solo testo, tanto

Se il 90% di quello che stampa è bianco e nero — fatture, dispense, moduli, contratti — e lo fai a blocchi, con settimane in cui la stampante resta spenta, questa è la macchina giusta: è una laser monocromatica multifunzione da 32 pagine al minuto, con fronte-retro automatico e Wi-Fi. Il toner TN-2510 dichiara 1.200 pagine, quindi ogni pagina sta sui quattro centesimi: meno della metà di una cartuccia, ma venticinque volte un serbatoio.

In cambio rinunci al colore, e non è una rinuncia piccola se ogni tanto ti serve una foto o un documento con un grafico a colori. Un laser a colori risolverebbe, ma a un prezzo e con consumi che non hanno rapporto con questa fascia. Il suo vantaggio silenzioso è la pazienza: un toner non si secca, quindi sopravvive a mesi di fermo senza sprechi.

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Canon PIXMA G650 — per le fotografie

È una stampante fotografica a serbatoio, con Wi-Fi e AirPrint: serve a chi stampa immagini e vuole farlo senza il salasso delle cartucce fotografiche, perché anche qui l’inchiostro arriva in boccette. È la scelta giusta se la stampa che ti interessa è quella su carta fotografica.

Per i documenti di tutti i giorni costa più di una stampante a serbatoio normale e non ha l’alimentatore: non è la macchina da comprare se le foto sono un caso raro. E il costo vero delle fotografie non è l’inchiostro: è la carta, che si paga a foglio e pesa più di tutto il resto nel conto.

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Come deciderlo in trenta secondi

Stampi meno di trenta pagine al mese? HP DeskJet 2920, senza pensarci troppo: spendi poco, e il costo per pagina non ti tocca. Stampi fra trenta e cento? Se pensi di tenere la stampante almeno tre anni, Canon PIXMA G3590: il pareggio arriva intorno alle 2.000 pagine. Se invece la cambi prima, o resti sotto le cinquanta pagine al mese, la inkjet a cartucce costa meno in totale. Stampi più di cento pagine, scansionando fascicoli? Epson EcoTank ET-4950, che con ADF e fronte-retro automatico ti restituisce il tempo oltre al denaro. Stampi più di trecento pagine quasi tutte in nero? Se stampi a blocchi o vuoi velocità, Brother DCP-L2620DW; se stampi tutti i giorni e arriverai a qualche migliaio di pagine, il serbatoio Epson costa meno nel totale. Stampi fotografie? Canon PIXMA G650.

La scelta più difficile è quella tra la G3590 e la ET-4950, perché fanno lo stesso lavoro sulla stampa e si distinguono su quanto scansionare ti pesa. Se digitalizzi documenti di più pagine anche solo una volta al mese, l’alimentatore automatico vale la spesa. Se scansioni un foglio alla volta, la G3590 ti dà lo stesso costo per pagina spendendo meno.

E se ti accorgi che la stampante che hai già funziona bene ma ti costa troppo in cartucce, il problema non è la macchina: è il modello di consumo. Il conto delle pagine che fai in un mese è l’unico dato che ti serve per decidere se conviene cambiare.

chidori
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chidori

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